GEN 19 2012

Scusi, prof. Agata Bulla. Una domanda...



Chi segue spesso la nostra pagina Facebook Harim Network sa che, dopo una estenuante lotta a colpi di voti e tentativi di corruzione a base di cioccolata, la prof.ssa Agata Bulla ha vinto la sfida del Prof del mese di Ottobre. Marco Navarria, sconfitto solo per cavalleria, sarà il prof del prossimo (quindi iniziate a pensare alle domande da fargli e inviatele pure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).  Nel frattempo noi abbiamo raccolto i numerosi quesiti che ci avete mandato e li abbiamo rivolti alla prof.ssa Bulla. Ecco cosa ci ha risposto.

Professoressa, cos’è per Lei l’arte? E la bellezza?

E’ una scelta di vita. Un punto di vista sul mondo.

Quand’era piccola sapeva già che sarebbe diventata un’artista?

Si,amavo disegnare e danzare, ma non sapevo cosa significasse essere artisti. Credo che tutti noi, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, creiamo, continuamente. Ognuno crea qualcosa di diverso: è in funzione di ciò che si distinguono gli artisti.

  •  Cosa la emoziona e cosa invece la fa rabbrividire?

Mi emozionano le donne e gli uomini quando buttano giù le maschere e/o le corazze che la vita gli ha imposto. Il coraggio. Mi fa rabbrividire il contrario, la codardia frutto della paura.

  • Se fosse un dipinto, che quadro vorrebbe essere e perchè?

Tanti, troppi…sono in ogni quadro che mi emoziona, che mi tocca il cuore. Se devo scegliere direi: La Venere del Botticelli! Perché? Per ovvi motivi!

  • Se invece la volessero come protagonista di un’opera, anche scultorea, come vorrebbe essere raffigurata e rappresentata?

A questo non avevo mai pensato, dunque vediamo… scarto la scultura tristemente emozionante come quella di Medardo Rosso o Camille Claudel che pur ammiro tanto, e anche le affascinanti opere di Brancusi perché malgrado misteriose e affascinanti mancano di un corpo nella sua interezza e poi….ah ecco! Trovato! L’Estasi di Santa Teresa del Bernini!

  • Come ha conosciuto l’Accademia? Cosa insegna? E cosa, invece, ha imparato dai suoi studenti? 

Ho iniziato facendo l’assistente per tecniche pittoriche e texture al prof. Salvo Russo, che è stato anche mio maestro in pittura, un grande artista. Conoscevo di fama la famiglia Ferrera e adoro la moda. L’incontro con Gabriella Ferrera e Marco Aloisi è stato “naturale”, non c’è stato bisogno di raccontarsi, ci si è capiti subito. Quindi sentivo che ero al posto giusto, e ho scoperto che mi si confaceva insegnare in questa Accademia, sempre di più. Oggi vi insegno anatomia artistica e semiotica applicata alla moda ma soprattutto insegno a credere nel proprio  sogno, di lavorare affinché diventi realtà. Chi ha sogni si pone nel modo giusto nei confronti della vita, e coltivare la bellezza è un modo “nobile” di rendersi utile al prossimo.

Dagli studenti imparo che quando si è in cerca di guide che ci indicano la strada il rischio è di perdere sé stessi. Si apprende fino in fondo la lezione quando la si insegna. Ognuno ha dentro di sé la guida e la meta. I giovani vanno sostenuti e protetti.

  • Cosa vuol dire, per Lei, fare la pittrice/l’illustratrice. E’ solo trasporre le proprie emozioni su una tela o su di un altro supporto? 

Partecipare alla creazione.

  • Se potesse tornare indietro, rifarebbe tutto quello che ha fatto o intraprenderebbe una strada diversa? 

Se tornassi indietro sarei molto più combattiva, a volte mi è capitato di arrendermi, e non avrei dovuto. Fortunatamente in me c’è una fiamma, che sfugge al mio controllo. L’arte è un dono divino. Ed eccomi qui.

  • Definisca se stessa in tre parole. Definisca la sua arte in altre tre. Coincidono? Oppure le sue opere mostrano una Lei occulta ai più?

La mia arte è parte di me, io non sono solo la mia arte. Ma se vedo la vita, la mia vita come una mia opera, d’arte, allora sì, allora, coincidono! Sensi, Spirito, Amore.

  • Cosa consiglierebbe ad un ragazzo che vuole fare il suo ingresso in questo mondo artistico che Lei conosce, e in cui si destreggia così bene? 

Io come ogni artista, non mi destreggio abbastanza bene nel modo artistico, se intendiamo gallerie, musei, collezionisti… diciamo che provo a fare del mio meglio. Consiglio, fino alla nausea di credere e di essere combattivi, ma soprattutto di farsi scudo con la propria bravura. Un Perseo contro Medusa.

  • In quale periodo storico avrebbe voluto nascere e perchè. 

Mi va bene l’oggi, c’è un perché a tutto. Sono nata oggi perché era il momento.

  • Arte e tecnologia possono coesistere? Oppure sono troppo diverse? 

La tecnologia può servire e divenire un atto creativo. Anche dipingere, scolpire, cucinare, recitare, creare abiti, danzare, suonare, comporre e musica. L’arte diventa “aurea” quando è unica e pregna del tempo che l’ha partorita. Contiene allora l’energia di un diamante puro. Altrimenti ci ritroviamo con uno zircone da laboratorio. Io amo i diamanti.

  • Pittore e scultore (anche solo la corrente artistica) preferiti e perchè. Cosa ritrova di Lei in loro?

Amo gli artisti che si sono interrogati e si interrogano, coloro che sono stati, come Leonardo da Vinci, interessati al mistero della vita, e alle sue leggi. Artisti che hanno operato e vissuto come uno scienziato e un teologo insieme.

L’intervista è finita. Lei ci ringrazia e ci augura “Buona vita”. E noi, che ci ritroviamo a sognare ad occhi aperti, lo auguriamo anche a voi: Buona vita!


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